giovedì 24 maggio 2018

LA FEDE




L’ultimo delirio comparso a Roma, che non distingue tra aborto e assassinio, smentisce platealmente chi crede che il fanatismo attecchisca soltanto nelle religioni degli altri. La vergogna di dover difendere, nel ventunesimo secolo, i valori di libertà che il secolarismo ha conquistato, non basta per fargli  notare l’avvicinarsi di un nuovo medioevo.
Ma nell’epoca delle bombe termonucleari, l’umanità non può più permettersi di sbagliare. E la mano di chi persegue il crimine più abietto, che condiziona le menti infantili per creare uomini programmati, va fermata.
Non dalla natura nasce la differenza tra gli uomini, ma dai preti, i rabbini e gli imam, che impongono loro lo stigma immaginario della fede. Facendoli crescere diversi e  pronti a scannarsi fra di loro.
Non è giunta l’ora di disinnescare la devastante potenza distruttiva della più grande impostura mai propinata al genere umano?
Chi vi parla del nemico, diceva Brecht, è lui stesso il nemico. Come dire che chi vi parla del demonio, è lui stesso il demonio.
Se proprio vogliamo dare una fede ai nostri figli, facciamo  loro venerare il solo dio che abbiamo in comune: il nostro pianeta. Che alimenta e protegge l’unica e irripetibile vita che ci è concessa.

mercoledì 16 maggio 2018

L'INDOTTRINAMENTO




C’è un motivo per il quale un razionalista non dovrebbe augurarsi l’annientamento elettorale dell’insano patto tra laici e cattolici, realizzatosi nel PD?
Partito riempito per metà di boy-scout, chierichetti e insegnanti di religione e per l’altra metà di atei devoti, convinti di poter arginare l’afflusso di religioni incompatibili con la democrazia, rilanciando il cattolicesimo tra i cittadini.
Ci si illude che questa sia la nostra tradizione secolare, ma ciò è falso. C’è una tradizione anticlericale, soprattutto nelle regioni che hanno sperimentato la teocrazia, che è altrettanto popolare e radicata. Tutta gente tradita dagli eredi di un partito, al quale l’avevano affidata. E che si è ritrovata da un giorno all’altro priva delle basi culturali necessarie a contrastare l’ondata oscurantista, che ha sommerso la laicità dello Stato. Come dire che i loro padri avevano scherzato.  
Tutte le religioni sono dannose per la società, perché privilegiano la superstizione all’evidenza e la propagazione delle credenze attraverso l’indottrinamento, anziché sul libero e obiettivo controllo delle affermazioni. Esse creano cittadini acefali, incapaci di un giudizio critico.
Non meravigliamoci della prepotenza della casta clericale e dei privilegi di cui gode. Il Vaticano fa il proprio lavoro. Qualcun altro non ha fatto il suo. 

mercoledì 9 maggio 2018

UN PAESE BLOCCATO NELLA SUA SUPERBIA




Chi si meraviglia della paralisi che avvolge questa nostra Italia, dovrebbe fermarsi a riflettere. Una politica bloccata è solo il riverbero di un paese bloccato. Ma l’immagine che vediamo nello specchio siamo noi stessi, anche se le cause si manifestano icasticamente nei  parlamentari che bene ci rappresentano.  
L’arroganza degli Sgarbi, la cui settoriale erudizione consente agli allocchi di soprassedere sulla sua volgarità. La povertà morale dei facoltosi, alla Berlusconi, convinti che tutto sia in vendita. La pervicacia delle varie sette ed associazioni salottiere, che non hanno mai accettato la trasparenza della democrazia, considerando gli uomini e le donne una massa di coglioni, meritevoli di essere ingannati. La supponenza di una élite intoccabile, schifiltosa ed autoreferenziale alla Fornero. Incapace di abbattere le alte mura elevate a difesa dei congiuntivi, per trasmettere le inclite riflessioni e conoscenze anche ai comuni cittadini, cercando di elevarne lo stato intellettuale. Perché preferisce galleggiare beatamente nelle scipite acque della maggioranza politica, che, all’ombra dell’unica cultura che conosce, trova il suo riscatto nel portare crocifissi e presepi nelle scuole.
Mentre i criminali si impadroniscono del paese ed il mondo corre come ha sempre fatto. Lasciando indietro gli imbecilli.

mercoledì 25 aprile 2018

IL TOPO


Quale tremenda indignazione suscita il maltrattamento degli anziani. Non passa giorno che non si scopra qualche “lager” mascherato da ospizio. Ed apprendere di ottantenni malmenati e lasciati marcire tra i loro escrementi, fa male al cuore.
Per fortuna i carabinieri fanno il loro dovere. E scovano sovente i colpevoli, liberando i reclusi dall’inferno.
Soltanto uno, costretto a strascinarsi faticosamente, negli anni destinati al riposo e ai ricordi, non può sperare nell’aiuto della forza pubblica.
La sua pelle indurita e suoi  occhietti raggricciati da topolino in trappola, ci guardano dalle televisioni in posture dolorose. Una visione insopportabile.
Non è colpa nostra, vorremmo gridargli. Non siamo noi che abbiamo votato male. Ma difficilmente il vecchio potrebbe comprendere. E benché si tratti di un miliardario, ci fa sempre pena.
Sotto la calotta affrescata, sembra chiederci di aiutarlo. E la bocca, serrata da una  smorfia rabbiosa, amplifica il suo grido.
Solo lui, però, può affrancare se stesso. Ma egli non vede gli aguzzini scatenati nella sua mente. L’ambizione, la superbia e la vanità che lo pungolano.
Schiavo di padroni crudeli, asseconda volontariamente i suoi carcerieri. Ai quali le persone senza carità, che lo hanno scelto nelle ultime elezioni, hanno tolto il freno. 

giovedì 19 aprile 2018

LA TRIPLICE INTESA




Quando un paese non funziona, ci sono due strade per evitarne la paralisi. Una classe politica seria e laboriosa, che proceda sul terreno faticoso delle riforme, a colpi di leggi ben assestate. Oppure l’adattamento, lubrificandone i meccanismi inceppati attraverso la corruzione.
La prima strada richiede la maturità dei cittadini e l’impegno concreto delle classi imprenditoriali, che maggiormente subiscono l’effetto deleterio di una burocrazia giurassica. Ma non è quella che  si è adottata in Italia.
In primo luogo perché la consapevolezza dei cittadini è stata soffocata da una scuola smidollata e condizionata dai veti delle truppe dogmatiche, che hanno impedito lo sviluppo nei giovani di una mentalità critica e consapevole. Si veda che fine ha fatto l’ora alternativa alla religione cattolica.
In secondo luogo perché gli imprenditori, a partire dalle loro associazioni, invece di spendere qualche energia per migliorare lo Stato, hanno preferito adattarsi in ordine sparso al sistema corruttivo. Gli imprenditori sono, tra tutti i cittadini, i più informati sui sistemi illeciti per ottenere vantaggi dalla pubblica amministrazione.
Tutto questo, però, non sarebbe mai stato possibile, senza un sistema generalizzato di impunità, garantito dai nostri politici. Il cosiddetto “garantismo” all’italiana, dove la pena la pagano solo le vittime.

mercoledì 11 aprile 2018

LA PUTTANA




Una delle ineffabili trasmissioni che solcano l’etere italiano, mi mostra uno scambio di cortesie tra Sgarbi e Scanzi. Una scena frizzante. Il primo stravolto dall’ira, perché definito una prostituta. Ed il secondo infuriato con la conduttrice, che lo invita a non provocarlo. Come se si trattasse di un pazzo furioso.  
Il critico intanto ribolliva, e continuava a coprire di improperi il giornalista. La faccia gonfia e gli occhi arrossati per lo sforzo, inducevano a considerarlo nella forma mentale che solitamente lo contraddistingue. Quando cioè, invasato dalle telecamere, la sua grande cultura trova sfogo da un orifizio diverso dal consueto.
Ma come stabilire chi, tra i due giornalisti, avesse ragione? La domanda è problematica ed esistono delle alternative. L’individuo potrebbe infatti non essere né una prostituta né un demente, ma soltanto uno scaltro profittatore. Del resto la storia è piena di personaggi che riempiono lo spazio con parole altisonanti, per nascondere lo squallore della propria debosciata vita. Ed il Nostro ha grandi meriti sotto questo profilo. 
Ma che sia puttana, dissennato o furbo, rimane tuttavia la vergogna di chi lo ha portato in Parlamento. E che blocca il paese perché vorrebbe andare pure al governo.


mercoledì 28 marzo 2018

FAKE NEWS




Oggi la radio mi ha precipitato sulla tastiera. Lavoro inutile, lo so. In una Italia dove  una politica imbelle, ha lasciato spazio ad un clericalismo impudico. Si parlava a Radio Anch’io dell’uomo, che ha sacrificato la propria vita al posto di un ostaggio. Gesto ammirevole e coraggioso. La cui nobiltà dovrebbe tener lontani i farisei e i bugiardi.
Invece sento una voce, concessa quasi di straforo, come di solito fanno gli ipocriti, che ci ricorda che Arnaud Beltrame, il gendarme, era da poco diventato cristiano. E che per questo era “dotato di gratuità”.
Cosa vuol dire? Intendeva generosità?
Eh certo, viene da pensare. I cristiani la posseggono eccome. Peccato per tutti gli altri. Egoisti e cinici. Avidi e ingordi. Superbi, ambiziosi e cattivi.
Il gesto di quell’uomo a me non pare gratuito. Perché lo ha pagato molto caro. Gratuite sono invece le parole di questi untuosi contraffattori, come gratuita è la loro logica.
Mi ricorda la risposta di una maestra, ad un alunno che le domandava quale fosse la differenza tra la magia e la religione. La prima è falsa, aveva risposto, mentre la seconda è vera.
Nessuno dovrebbe credere qualcosa, senza sapere perché.