sabato 10 ottobre 2015

NEMESI




Gratta gratta con furtiva
Discrezione hai consumato
Anche gli ormeggi
E ora piangi sconsolato
Nella barca alla deriva.
Te la prendi con i flutti
Se non han più alcun effetto
I tuoi maneggi
E se non sei più protetto.
Perché invece non ti butti?


venerdì 2 ottobre 2015

EPIGRAMMATA



Non so perché t’ingrugni
se nel mio libro il tuo
nome si capirà.
Che cosa c’è di male
se adesso lo conserva
la teca nazionale?
Te l’ho solo introdotto
nella posterità!

mercoledì 23 settembre 2015

MALÀNIMO



Così come lieve il vapore
si leva dall’acqua del mare
e l’aria ne guida le prore
fin quando una nuvola appare,

rimango in silenzio ed ascolto
l’afrore di quella bontà
che presta le ali ed il volto
soltanto alla sua vanità.

E con il sorriso bonario
e gesti di nobile aspetto
avvolge su quella il sudario
e toglie a quell’altro il rispetto

spingendo il nefasto livore,
che nasce dal suo malcontento,
a dire mostruose parole
e far di caligine vento.

Pian piano s’infosca la luce,
s’addensa la nuvola nera
che il tristo sparlare produce
e al giorno s’appressa la sera.

E quando la nube rinserra,
cresciuta ormai senza misura,
la grandine spazza la terra
e sparge dovunque paura

insieme al veleno più amaro
che lento la fece ingrossare.
Ma vano lo cerchi un riparo
e invano l’aspetti passare

la pioggia che cade a dirotto.
Il cielo non fa distinzioni
e quel che riceve da sotto
lo rende ai cattivi ed ai buoni.

martedì 15 settembre 2015

DUILIO



DUILIO

L’incontravi da Basili
mica dentra pro… de fora,
e beveva ‘l Montenegre
e fumava le Gauloise.
Non appena te vedeva
te chiamava: – Vien a beva,
in tla vita en avé fretta,
fuma anca na sigaretta.
In tel fium quand s’ giva giò,
ch’era bon sol sa le man
da chiapé dentra la tana
tutt i pesc, c’era sol lo.
Si dmandavi dla su vita
se velava de tristessa
– che la guerra – te diceva
– en è mica na caressa,
e che ‘n s’era mai sposat
m’era pars chi dispiaceva.
Quand m’han dett sa ch’è sucess
so partit tra ‘l lum e scur,
da per me, per argì so
propri a seda te ‘l tavlin
du s’meteva sempre lo.
E guardand davanti a me
i m’ so acort che da ma lé
lo el vedeva chel porton
che portava tel balcon
da do en è rnut fora piò.


Della serie: Quel c’marcord d’Urbin







Traduzione


L’incontravi da Basili
mica dentro però… di fuori
e beveva il Montenegro
e fumava le Gauloise.
Non appena ti vedeva
ti chiamava: – Vieni a bere,
nella vita non aver fretta,
fuma anche una sigaretta.
Quando si andava giù al fiume
c’era solo lui in grado
di catturare tutti i pesci
con le mani dentro la tana.
Se gli chiedevi della sua vita
si velava di tristezza
–       che la guerra – ti diceva
–       non è mica una carezza,
e che non si fosse mai sposato
m’era sembrato che gli dispiacesse.
Quando mi hanno detto quel ch’era successo,
mi sono precipitato nella sera incipiente
e sono tornato su da solo
proprio per sedermi al tavolino
dove si metteva sempre lui.
E guardando davanti a me
mi sono accorto che da lì
lui lo vedeva quel portone
che portava a quel balcone
dal quale non è ritornato fuori più.


martedì 8 settembre 2015

LE FORMICHE



Nel loro ambiente la fanno da padrone
ed hanno strade molto frequentate;
lavorano con grande ostinazione
per far delle sostanze accumulate

nei tempi fausti da una generazione
cibo e risorse  per le nuove nate.
Si costruiscono in grande aggregazione
i luoghi dove sono rifugiate

ed è diffuso ovunque sulla terra,
il loro assai complesso fortilizio
nel quale il gruppo assiduo si rinserra.

Son laboriose e sempre in esercizio,
ma spesso fra di loro fan la guerra,
perché purtroppo prive di giudizio.

lunedì 31 agosto 2015

LA FILASTROCCA DEL POTERE



Gira e mista mista e imbroglia
mista e gira tutto l’anno
e gli fai passar la voglia
di schiodarti dallo scranno.

Se lo vuoi per sempre prono
e non solo all’occorrenza
della festa del patrono
mai non farlo stare senza.

Crepe e buche sulla strada
non le vede e non le sente
con la sagra della piada
o del buon brulé bollente.

Per le code agli sportelli
o le attese in ospedale
la polenta con gli uccelli
è una festa niente male

mentre quando perde il posto
e neanche più lo trova
c’è la sagra dell’arrosto
oppur quella delle uova.

Se le tasse son salate
e lo vedi un po’ scontento
con il fritto di patate
passa tutto in un momento

e non c’è miglior ricetta
per l’attesa del postino
che far festa con porchetta
vino rosso e sfilatino.

Quando con il tuo soccorso
sol l’amico od il parente
vince il pubblico concorso
dagli lo spaghetto al dente

e nessun l’impugnerà.
Ma per far veder l’ordito
della solidarietà
fai la festa del partito

con i tanti volontari
di comuni ed altri enti
dirigenti e segretari
o normali dipendenti.

Se la casa popolare
poi la dai solo alle amanti
una festa puoi donare
innaffiata di spumanti.

Se il gasolio è rincarato
c’è la festa dell’agnello
mentre quello più scafato
vuol la sagra del trofello.

Per l’affitto troppo esoso
sia in città come in campagna
dai al popolo festoso
un arrosto di castagna.

Quando prendi l’auto blu
e ti guardano un po’ storto
fai la festa del cucù
e rispondi a babbo morto.

Se lo spread sale più in alto
e lo vedi rattristato
fagli fare un soprassalto
con la festa del gelato

e per lo stipendio d’oro
fai la caccia del tesoro
mentre per i ballottini
c’è la sagra dei grissini.

Per scordar la corruzione
fai la sagra del lampone
mentre contro la camorra
fai la festa con la  morra.

Criminali dappertutto
fai la sagra del prosciutto
e per quelli del volante
è una festa ad ogni istante.

Se si infiltrano i mafiosi
fai la sagra dei golosi
mentre quella del giornale
pel rimborso elettorale.

La giustizia non funziona
sagra della faraona
in pensione a settant’anni
tu festeggia San Giovanni.

Chi lavora come un mulo
vuol la festa tette e culo
mentre a quel che non fa un cazzo
fai le feste di palazzo.

E non c’è sagra più bella
dell’amata tagliatella
con il sugo di cappone
per un popolo coglione.

mercoledì 26 agosto 2015

ELSA




Minns en dag på 70 talet
mycket långt från hemmet mitt
som jag lämnade för valet
att bo i landet hos Maj-Britt.

Kom till Norberg i Bergslagen
där jag bodde ett helt år,
lång och kall var vinterdagen
och jag väntade på vår.

Tills jag hittade en plats
varm och skön och där det fanns
en ”Napoleongammaldags”
god som ingen annanstans.

Kändes som en vän jag mist
när jag hörde att det brann
och på en natt förskräcklig trist
Elsa Andersons försvann.



Traduzione

Ricordo un giorno degli anni settanta
molto lontano da casa mia
dove per scelta mi ero trasferito
per abitare a casa di Maj-Britt.

Sono arrivato a Norberg nel Bergslagen
dove ho abitato un anno intero,
freddo e lungo fu l’inverno
in attesa della primavera.

Finché ho trovato un posto
che era caldo e piacevole, e dove c’era
un “diplomatico dei vecchi tempi”
buono come da nessun’altra parte.

Ho provato come la perdita di un amico
sapere che era bruciato
e che in una sola notte terribilmente triste
Elsa Andersons era scomparsa.