sabato 20 giugno 2015

LA MALA-FEDE




Gentile Sindaco,
sono venuto a conoscenza che nella scuola primaria della sua città,  Plesso “2 agosto 1849” del Primo circolo didattico, è stato allestito uno spettacolo chiaramente diffamatorio nei confronti dei non credenti.
Questa manifestazione, organizzata da solerti ispiratori in occasione della fine dell’anno scolastico, ha coinvolto tutti i bambini della scuola, provenienti ovviamente da esperienze diverse, come è giusto che sia in una società molteplice e democratica.
Intendo da religioni, culture e anche opinioni personali divergenti su argomenti che attengono esclusivamente alla Fede.
Scrivo questa parola con la lettera maiuscola per distinguerla da quella che, come nella scuola della sua città, approfitta della sua posizione dominante per far passare messaggi che con essa non hanno nulla a che fare.
Che dire infatti quando si fanno recitare a bambini inconsapevoli frasi del seguente
tenore ?: “I miei non mi hanno neanche battezzato. Così nella vita decido tutto quello che voglio…”
Se lei ha una Fede con la lettera maiuscola dovrebbe riconoscere che così facendo si è gettato addosso a coloro che non sono battezzati lo stigma del ribelle, dell’insofferente alle regole e del poco di buono.
Chi pensa tutto questo, invece, pratica una fede minuscola e degrada l’insegnamento a strumento di indottrinamento confessionale. Egli non si discosta molto dagli Imam dell’Isis che predicano l’odio nei confronti di noi occidentali miscredenti.
Mi fa molta meraviglia che tutto ciò sia accaduto nella sua città, allocata in una Regione che conosce molto bene le malefatte della teocrazia.




Spedita il 19 giugno 2015  al sindaco di Cesenatico                                                        

sabato 13 giugno 2015

SAUDADE




Dove uno sguardo non arriva al mondo
è come un ramo che si flette indietro;
è come senza luce la mattina
o come il cielo senza più il sereno.
Eri così quel giorno ragazzina,
un vaso colmo di tristezza il cuore,
quando da sola, muta di paura,
bloccato come preda di sparviero
da artigli lancinanti di dolore
lo scalpito sfrenato del pensiero,
mostrasti il tuo coraggio sotto il treno
a questa vita, che ti fu sì dura.

martedì 9 giugno 2015

LA SOPRAFFAZIONE



La forza bruta non fu sol parvenza
e non a tutti giunse mai l’amore
con un alone di speranza in cuore.
Poi vennero le mazze ed i bastoni,
indi spuntaron dell’intelligenza
i frutti che ne fecero i bastioni
novelli della stessa prepotenza.
E mai fu così grande l’uguaglianza
come il potere di toglier la speranza.
Eppure lo sappiam che finirà,
con la sopraffazione la menzogna,
sospinta dalla brama l’arroganza.
Dopo l’innesco, che giustizia agogna,
ma senza l’uomo, nella verità.

venerdì 29 maggio 2015

LA BENEDIZIONE



Mi suona ogni anno il campanello,
la tonaca la borsa e l’aspersorio
e sempre io gli apro il mio cancello
perché di cacciar gente non mi glorio

e non mi piace proprio, non è bello.
Eppure lo sa ben che l’ostensorio,
d’amore per lui simbolo ed orpello,
non è per me che un fatto provvisorio,

il rito d’una religione incerta
e che ci sta qui uno non credente.
Lui benedice uguale a mano aperta.

Vivere ancora e ancora... eternamente?
gli chiedo mentre prende la mia offerta.
Non fa per me! Io preferisco il niente.

martedì 26 maggio 2015

LA PENSIONE




Pagano vitalizi immeritati;

pensione piena anche a quarant’anni

a chi ci dice che li ha guadagnati

passando un solo lustro sugli scranni.

 

Gli altri, lavoratori od esodati,

decrepiti ci vanno a settant’anni.

Ma adesso i tempi par che sian cambiati

e c’è chi dice che raggiunti gli anni

 

è giusto anche ascoltar chi si lamenta.

Ma chi, non per sua colpa, inoccupato

visse però anche dopo gli anni trenta,

 

neanche morto lo fanno pensionato,

pur se di quel ch’ha dato s’accontenta

e che invece gli prenderà lo stato.

lunedì 18 maggio 2015

LA FIGURA



Il giorno immerso in una nebbia scura
e statico respiro indifferente
quando velata tra la poca gente
incede al mio indirizzo  una figura.


Il viso deturpato da paura,
ed occhi rosso fuoco incandescente,
ha taglia grossa e membra corpulente
e con la mano solida e sicura


impugna un nero e ruvido forcone.
M’addosso al muro bianco di calcina
e sento l’ansimare del bestione

che sempre più vicino…, s’avvicina.
L’inferno è pieno, dice col vocione,
e a me m’hanno sfrattato stamattina.

lunedì 11 maggio 2015

LA SOLUZIONE



Poiché la crisi non è più passata
or si ricorre alla segnalazione;
così per una strada dissestata
oppure un ponte da manutenzione
basta un avvertimento in carreggiata.
È la furbizia italica in azione,
che per non riparare questo o quello
risolve tutto con un bel cartello.


Ma il caso ch’è successo a casa mia,
nel parco che chiamiamo il Miralfiore,
penso che al mondo un altro non ci sia,
anche se al genio, che non fa rumore,
essendo imparentata la follia,
né la notorietà compete, né l’onore.
Mentre costui, che tanto arguto è stato,
andrebbe invece ben pubblicizzato.


Ogni anno tempestato di chiamate,
incubo ormai costante in  primavera,
cunette e strade già tutte intasate
dall’erba ovunque in crescita severa,
invasi i parchi e zone disparate
e senza soldi per penuria vera,
far fronte a tutto quel verde rigòglio
per il comune mio era uno scoglio.


Finché di certo s’è visto presentare
lo studio assiduo d’un fine consulente,
la cui scoperta, di grido secolare,
ha ormai risolto tutto, finalmente.
Quell’erba, dice, non è da tagliare,
ma solo da gestir diversamente.
E adesso un bel cartello ci han piantato
dove l’incuria qui… la chiaman prato.